Chi ha acquistato mobili o grandi elettrodomestici nel corso del 2025 per arredare un immobile oggetto di ristrutturazione potrà recuperare parte della spesa attraverso il Modello 730/2026.
Il bonus mobili continua infatti a rappresentare una delle agevolazioni fiscali più utilizzate dai contribuenti italiani, consentendo una detrazione Irpef pari al 50% delle spese sostenute per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici destinati ad abitazioni interessate da interventi edilizi agevolati.

Per beneficiare dello sconto fiscale, tuttavia, è necessario rispettare una serie di requisiti e conservare tutta la documentazione richiesta dall’Agenzia delle Entrate.
Bonus mobili 2025: quanto si può detrarre nel 730/2026
Per gli acquisti effettuati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2025, il limite massimo di spesa agevolabile resta fissato a 5.000 euro per ciascuna unità immobiliare.
La detrazione spettante è pari al 50% della spesa sostenuta, con un recupero massimo di 2.500 euro. L’importo non viene riconosciuto in un’unica soluzione, ma viene suddiviso in dieci quote annuali di pari importo.
In pratica, chi raggiunge il tetto massimo di spesa potrà beneficiare di una detrazione di 250 euro all’anno per dieci anni consecutivi.
Attenzione al limite per immobile: come funziona
Il plafond di 5.000 euro si riferisce alla singola unità immobiliare comprensiva delle eventuali pertinenze.
Questo significa che appartamento e garage collegati catastalmente condividono lo stesso limite di spesa. Diversamente, nel caso di lavori effettuati su due immobili distinti, il tetto può essere applicato separatamente a ciascuna abitazione.
Senza ristrutturazione il bonus non spetta
Uno degli aspetti più importanti da ricordare è che il bonus mobili non può essere richiesto autonomamente.
L’agevolazione è infatti subordinata all’esecuzione di lavori di recupero edilizio. In altre parole, l’acquisto di mobili ed elettrodomestici deve essere collegato a un intervento di ristrutturazione che dia diritto alle detrazioni fiscali previste dalla normativa.
La data di inizio lavori è fondamentale
Per accedere al beneficio fiscale è necessario che l’avvio dei lavori sia precedente all’acquisto dei beni agevolati.
Non è invece obbligatorio che le spese di ristrutturazione vengano pagate prima dei mobili. Conta esclusivamente la data di inizio dell’intervento.
Ad esempio, se la ristrutturazione è iniziata nel 2024 e i mobili sono stati acquistati nel 2025, il contribuente mantiene il diritto alla detrazione.
La prova dell’avvio dei lavori può essere fornita attraverso:
- CILA;
- SCIA;
- altri titoli abilitativi previsti dalla normativa;
- dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà nei casi di edilizia libera.
Quali lavori consentono di ottenere il bonus mobili
Non tutti gli interventi effettuati in casa permettono di accedere all’agevolazione.
Tra quelli ammessi rientrano:
Manutenzione straordinaria
Sono compresi, ad esempio:
- rifacimento o realizzazione di servizi igienici;
- installazione di ascensori;
- sostituzione di infissi con modifiche di materiali o caratteristiche;
- frazionamento o accorpamento di unità immobiliari;
- rifacimento di scale.
Restauro e risanamento conservativo
Interventi finalizzati alla conservazione e al recupero dell’immobile senza alterarne le caratteristiche principali.
Ristrutturazione edilizia
Opere che trasformano in modo significativo l’immobile, modificandone anche struttura e distribuzione interna.
Manutenzione ordinaria sulle parti comuni condominiali
Lavori come tinteggiature o sostituzione di pavimenti possono dare diritto al bonus soltanto se eseguiti sulle parti comuni del condominio e se i beni acquistati sono destinati a tali spazi.
Caldaie e condizionatori danno diritto al bonus?
Sì. L’Agenzia delle Entrate ha più volte chiarito che la sostituzione della caldaia o l’installazione di impianti di climatizzazione con pompa di calore rientrano tra gli interventi di manutenzione straordinaria.
Di conseguenza, queste opere consentono di accedere anche al bonus mobili, purché siano rispettate tutte le altre condizioni previste dalla legge.
Quali acquisti sono ammessi alla detrazione
Mobili agevolabili
Tra i beni che rientrano nel bonus figurano:
- letti;
- armadi;
- librerie;
- tavoli;
- sedie;
- scrivanie;
- comodini;
- divani;
- poltrone;
- materassi;
- sistemi di illuminazione.
Acquisti esclusi
Non possono beneficiare della detrazione:
- porte interne;
- parquet e pavimentazioni;
- tende;
- complementi d’arredo non considerati mobili.
Bonus elettrodomestici: le classi energetiche richieste nel 2025
Per gli elettrodomestici acquistati nel 2025 sono previsti requisiti minimi di efficienza energetica.
Le soglie richieste sono:
| Elettrodomestico | Classe minima |
|---|---|
| Forni | A |
| Lavatrici | E |
| Lavasciuga | E |
| Lavastoviglie | E |
| Frigoriferi | F |
| Congelatori | F |
Come effettuare il pagamento per non perdere la detrazione
La tracciabilità dei pagamenti è un requisito essenziale.
Sono ammessi:
- bonifici bancari o postali;
- carte di credito;
- carte di debito;
- finanziamenti rateali, purché il pagamento al fornitore sia effettuato con strumenti tracciabili.
Non sono invece validi:
- contanti;
- assegni bancari;
- assegni circolari.
Nel caso di pagamenti con carta, la data da considerare ai fini fiscali è quella della transazione e non quella dell’addebito sul conto corrente.
Quali documenti conservare per eventuali controlli
Per evitare contestazioni future è opportuno conservare tutta la documentazione relativa all’agevolazione.
Tra i documenti più importanti:
- fatture di acquisto;
- ricevute dei bonifici;
- scontrini elettronici con indicazione dei beni acquistati;
- documentazione relativa ai lavori edilizi;
- eventuale autocertificazione;
- ricevuta della comunicazione ENEA, quando richiesta.
Considerando che la detrazione viene ripartita in dieci anni, la documentazione dovrebbe essere conservata per almeno quindici anni.
Plafond residuo: attenzione alle spese già sostenute
Chi ha avviato una ristrutturazione nel 2024 e ha proseguito i lavori nel 2025 deve prestare particolare attenzione al calcolo del limite massimo di spesa.
Il tetto disponibile per il bonus mobili non si rinnova automaticamente se si tratta dello stesso intervento edilizio. Le spese già agevolate negli anni precedenti devono infatti essere considerate nel conteggio complessivo.
Se il limite previsto è stato già interamente utilizzato, gli acquisti effettuati successivamente non daranno diritto a ulteriori detrazioni, salvo che siano collegati a un nuovo e autonomo intervento di ristrutturazione.
Bonus mobili nel Modello 730/2026: cosa sapere
Il bonus mobili resta una delle opportunità fiscali più interessanti per chi ha rinnovato la propria abitazione nel 2025. Tuttavia, per ottenere correttamente la detrazione nel Modello 730/2026 è fondamentale verificare che i lavori effettuati siano tra quelli ammessi, rispettare l’ordine temporale tra intervento edilizio e acquisto dei beni, utilizzare pagamenti tracciabili e conservare tutta la documentazione necessaria.
Un errore formale o una documentazione incompleta potrebbero infatti compromettere il diritto all’agevolazione e portare a contestazioni da parte dell’Agenzia delle Entrate.